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Consigli pratici per uno shopping sostenibile e sempre di moda

Consigli pratici per uno shopping sostenibile e sempre di moda

Perché è importante acquistare abbigliamento green? Come fare? Scopri i miei brand e negozi ecosostenibili preferiti (anche online)

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Sempre più persone stanno decidendo di acquistare meno ma più consapevolmente, per ridurre il proprio impatto ambientale ed essere anche più felici.

Proprio così.

Sono Francesca Ruvolo, online Wildflowermood, viaggiatrice da sempre e nomade digitale dal 2015.

Proprio per questo, soprattutto negli ultimi anni dopo aver deciso di vivere in van, ho pochi vestiti e di qualità, stando sempre attenta ad acquistarli da brand e negozi green o vintage.

E ti assicuro che questo mi rende davvero felice: la felicità non sta nella quantità di oggetti che abbiamo.

Ho capito infatti che acquistarne pochi e con un buon impatto ambientale, mi rendeva più felice e soddisfatta delle mie scelte sostenibili.

Avere troppi vestiti infatti non è solo uno spreco di spazio (che ti ruberà tempo per le cose davvero importanti), ma anche uno spreco di risorse, un aumento di rifiuti e l’inevitabile sfruttamento di manodopera tipica del fast fashion.

Da viaggiatrice e nomade digitale amo l’ambiente, gli animali, amo Madre Natura, e voglio fare tutto il possibile per rispettarla e vivere in armonia con essa.

Non ti perdere.
Questo è l'indice per questa guida:

Consigli pratici per uno shopping sostenibile

No non sono contro la moda, anzi, la amo!

Amo il mio stile e vestire con ciò che mi fa sentire bene. Amo acquistare vintage per avere capi unici ed amo acquistare da brand sostenibili e small business per avere pochi capi ma di alta qualità e che abbiamo un buon impatto sul pianeta e sulla vita delle persone.

Fare shopping sostenibile infatti significa comprare quei capi con un ridotto impatto ambientale, dovuto ai materiali, alla lavorazione e al trasporto, ma significa anche fare attenzione ai metodi di produzione. Per metodi di produzione intendiamo che tutte le lavorazioni che servono per ottenere il capo finito, devono sia essere ecologiche sia rispettare i diritti dei lavoratori.

E non è un segreto che molte grandi catene di fast fashion non rispettino nè l’ambiente e nè i diritti dei lavoratori.

Ma fare una scelta consapevole nell’ambito della moda è un inizio, ma non basta: è il tuo stile di vita che deve cambiare.

Essere una viaggiatrice e vivere in camper mi ha insegnato davvero tante cose.

Ora preferisco acquistare alimenti a km0, invece che in grandi catene di supermercati, per supportare l’economia locale.

Consumare prodotti locali e di stagione mi ha anche permesso di ridurre l’utilizzo di plastica e altri imballaggi, anche per i prodotti per la pulizia domestica e della mia persona.

Ora acquisto solo prodotti per la pulizia e cosmesi naturali e zero waste, con packaging riciclabile o riutilizzabile.

Dico davvero.

Ormai le discariche, i nostri mari e la natura tutta è sommersa da rifiuti: vestiti messi 1 volta, cannucce e flaconi di detersivo.

Ogni azione può fare la differenza.

Vivere in van mi ha insegnato che mi basta poco: se riesco addirittura io ad avere pochi vestiti, senza una lavatrice, puoi riuscirci anche te.

A dire il vero, ho capito anche che laviamo addirittura troppo i nostri vestiti (rovinandoli anche).

Shopping sostenibile: 10 consigli utili

La credenza diffusa è che acquistare sostenibile sia difficile, dispendioso e che ci voglia molto tempo.

Vero, all’inizio dovrai fare ricerche ed abituarti a questo nuovo stile di vita cambiando alcune abitudini ben radicate nella nostra cultura consumistica e, lasciamelo dire, anche egoista.

Molte persone infatti pensano solo ad ottenere quell’oggetto, senza considerare l’impatto ambientale e sociale che può avere e senza considerare nemmeno che sta facendo del male al pianeta e alle generazioni future.

Proprio per aiutarti in questa transizione, trovi qui sotto 10 consigli semplici ed utili, che puoi iniziare ad applicare fin da subito.

Cosa ci guadagnerai?

  • Un portafoglio più pieno: ti assicuro che risparmierai;
  • Un armadio più vuoto ma con capi che ami: ti prometto che non dirai più “non so cosa mettermi” e ti sentirai sempre bellissima e a tuo agio;
  • La consapevolezza di aver fatto del bene al pianeta e alla società in cui vivi anche tu.

1 Compra capi di seconda mano (o pre amati) nei negozi vintage

Acquistare capi usati ed evitare che finiscano in discarica è il primo passo per un guardaroba green.

I capi e accessori della moda fast fashion infatti sono creati per durare poco, in questo modo i consumatori saranno spinti ad acquistare sempre più spesso e sempre più capi.

Peccato che tutti questi capi di bassa qualità e che quindi si rovinano in fretta, finiscono presto nelle nostre discariche, inquinando il pianeta.

Fare shopping in negozi e mercatini vintage, oltre che essere divertente ed economico, ti farà trovare anche capi unici, di ottima qualità e senza tempo.

Io adoro girovagare per negozi vintage, lo faccio spesso in ogni città che visito, come a Parigi ad esempio.

2 Rinnova il tuo armadio, scambiando!

Un altro modo per evitare di buttare capi che non mettiamo più è scambiarli con amiche, amici o app/siti dedicati.

Vuoi un’idea? Potresti organizzare uno swap party con amici o addirittura creare un evento sui social ed invitare persone della tua zona.

Chi partecipa dovrà portare capi e accessori che non utilizza più (in buono stato e puliti, ovviamente) e ad ogni oggetto viene assegnato un valore simbolico attraverso un cartellino colorato o suddividendoli in ceste.

A questo punto non resterà altro che dare il via al rinnovo del guardaroba: ci guadagnerete voi e l’ambiente.

In questo modo rinnoverai il tuo armadio, a costo zero!

3 Compra vestiti senza tempo

L’acquisto di capi vintage o lo scambio di accessori non deve però giustificare l’acquisto compulsivo e senza consapevolezza.

Prima di portare a casa un capo con te cerca di capire se ti piace davvero tantissimo o se è un capo bello solo per la moda del momento.

Avere nel tuo armadio capi iconici, che ami e con il quale ti senti a tuo agio ti aiuterà a tenerlo ed utilizzarlo per tantissimi anni.

 E a sentirti sempre fichissima!

4 Sii minimalista

La regola è questa: meno possiedi e minore sarà il tuo impatto ambientale e sociale. Avere meno infatti significa comprare meno, quindi fare meno rifiuti e sfruttare meno le risorse ambientali.

La prima domanda che devi porti prima di acquistare qualsiasi cosa è: sto andando a colmare un bisogno o un desiderio?

Con questo non ti sto dicendo di non acquistare assolutamente nulla che tu desideri, ma la % dei tuoi acquisti dovrà colmare di più un bisogno reale, rispetto che un mero desiderio. Sempre se vuoi davvero fare uno shopping sostenibile.

Una volta aver preso consapevolezza del motivo reale del tuo acquisto cerca sempre di scegliere capi basici o ben abbinabili tra di loro e con quelli che già possiedi. In questo modo infatti avrai meno capi ma con una maggior possibilità di mixarli tra di loro ed avere così più outfit.

Ricorda sempre di scegliere capi di buona qualità, in modo che ti durino nel tempo ed evitare così un acquisto continuo di nuovi capi.

Capisco benissimo che non tutti abbiano la possibilità economica per farlo, ma pensaci un attimo: io credo sia meglio comprare 1 maglietta da 40€ rispetto che 4 da 10€, non credi?

Ma prima di andare avanti vorrei darti un ultimo consiglio: non cedere al black friday, saldi e sconti vari. Oltre che rischiare di accumulare, farai anche male al pianeta aggiungendo imballaggi ed inquinamento per le spedizioni.

Less is more.

5 Indaga sul brand

Cerca di stare lontana il più possibile dalla moda fast fashion.

Dietro a prezzi stracciati spesso si nascondono materiali di pessima qualità, non sostenibili e che durano poco. Ricorda che il fast fashion esiste perché riesce sempre a creare un nuovo bisogno nel consumatore e farlo acquistare ciclicamente.

Dietro a quei prezzi così convenienti si nasconde anche una manodopera pagata pochissimo, con lo sfruttamento di risorse locali e persone a cui non è garantito nessun diritto lavorativo.

Ricorda: c’è sempre un perchè nel prezzo basso.

Cerca di capire quindi cosa c’è dietro a quello che stai comprando e cerca di capire il vero costo ambientale.

6 Leggi l’etichetta

Un’etichetta presente, chiara e completa è sinonimo di trasparenza del brand.

La legge parla chiaro: l’etichetta deve essere presente e deve contenere le % dei materiali che compongono il capo di abbigliamento e le informazioni principali sul produttore.

Se un brand non rispetta questa semplice norma ti puoi davvero aspettare che rispetti l’ambiente e le tutele dei lavoratori?

7 Scegli materiali e lavorazioni ecologiche

La lettura dell’etichetta ti aiuterà anche a scegliere accessori e vestiti creati con materiali e lavorazioni ecologiche.

Tessuti come il cotone biologico, la canapa o il bambù ti permetteranno di indossare un capo creato con fibre naturali e che spesso non hanno avuto bisogno di pesticidi durante la loro coltivazione.

Un’alternativa sono tessuti artificiali ma di origine naturale, come il Modal o Lyocell.

O ancora capi con tessuti rigenerati, materiali riciclati e biodegradabili.

Scegliere tessuti non ecologici, o tinti con coloranti non naturali, significa infatti scegliere capi che hanno subito lavorazioni con un impatto ambientale considerevole e che quindi hanno contribuito all’inquinamento.

8 Shopping online? Riduci le spedizioni

L’ideale per uno shopping sostenibile sarebbe acquistare il più possibile offline, da piccoli imprenditori, riuscendo così anche a sostenere le attività locali.

Durante la pandemia infatti gli acquisti online sono aumentati a dismisura, creando un inquinamento da trasporto e da imballaggio considerevole. Devi sapere anche che molte persone hanno ammesso che, durante il lockdown, hanno aumentato i loro acquisti compulsivi anche di oggetti che non servivano davvero: tutto ciò per noia e per diminuire momentaneamente lo stress.

Lo shopping online è comodo e ha permesso anche la nascita di tanti small business.

Ma bisogna fare attenzione: inutile acquistare green e poi contribuire all’inquinamento da plastica e da trasporto.

Cerca quindi di scegliere brand che utilizzano packaging riciclato, riciclabile o plastic free.

Ma cerca anche di ridurre il numero di ordini che effettui facendo acquisti cumulativi anche con amici, parenti o gruppi di acquisto solidale.

9 Occhio al paese di origine

La trasparenza sulla tracciabilità ti dice davvero molto di un brand.

Fai molta attenzione ad acquistare prodotti provenienti da paesi dove non danno diritti ai lavoratori e dove lo sfruttamento del lavoro minorile è all’ordine del giorno.

Ma studia bene il brand.

Alcune aziende infatti hanno e stanno creando stabilimenti in queste zone del mondo, facendo nascere progetti solidali e sostenibili per garantire sicurezza, dignità e diritti ai lavoratori.

Tutto ciò aiuta la società e l’economia locale: indaga anche sul brand oltre che sul paese di origine.

10 Decluttering periodico e acquisti consapevoli

“Non so cosa mettermi, non ho niente nell’armadio”

Quante volte hai detto questa frase? E se ti dicessi che invece il problema è che hai troppo o non sei consapevole di cosa davvero hai?

Spesso chi compra troppo infatti è perchè non sa nemmeno cosa ha davvero nell’armadio, e rischia anche di acquistare doppioni o vestiti molto simili tra di loro.

Cerca quindi, magari al cambio di stagione, di svuotare il tuo armadio ed eliminare ciò che non utilizzi più, ma non buttare!

Cosa puoi farci?

  • Ricicla: vestiti rotti, usurati o macchiati usali come stracci per le pulizie di casa.
  • Regala a chi ne ha bisogno;
  • Scambia;

E la prossima volta che vuoi acquistare qualcosa chiediti:

  • Mi serve davvero?
  • Ho già qualcosa di uguale o simile nell’armadio?
  • Si abbina bene con i miei vestiti?

Brand sostenibili: come riconoscerli?

Come ti dicevo poco fa: meno un brand è trasparente sulle origini, sulle lavorazioni, sulle materie prime, più ha qualcosa da nascondere.

Anche perché un brand davvero sostenibile, ci tiene a raccontare della sua filiera, ne è fiero. Anzi, soprattutto in questo mondo consumista, è quasi costretto a raccontarlo per giustificare i prezzi sicuramente più alti rispetto alla moda fast fashion.

Oltre alla trasparenza però, esistono una serie di certificazioni che attestano la veridicità di ciò che il brand racconta. E questo vale anche per cosmesi, prodotti per la pulizia e abbigliamento.

Occhio al greenwashing

I brand sanno bene che le persone stanno acquisendo sempre più consapevolezza sull’ecologia e sui loro acquisti. E stanno perdendo una marea di soldi!

Proprio per questo, molte aziende, decidono di mettere in atto qualche piccola azione “ecologica” di facciata, per cercare di nascondere, o deviare l’attenzione, sulla loro filiera ben poco etica e ben poco sostenibile.

In poche parole queste aziende intraprendono qualche progetto sostenibile ma senza variare in alcun modo il resto della loro filiera: è solo marketing!

Ma come riconoscere le aziende che attuano greenwashing?

  • Aziende fast fashion che creano progetti green;
  • Puntano a rendere sostenibile solo 1 o poche fasi della filiera;
  • Poca chiarezza o l’utilizzo di termini generici come “naturale”.

Quindi, se hai il sospetto che il brand da cui vuoi acquistare stia attuando greenwashing ti consiglio di andare sul suo sito e indagare per capire se è davvero un brand sostenibile o solo una strategia di marketing.

Brand sostenibili: ecco i miei preferiti

Chi mi conosce lo sa, pratico yoga ogni giorno.

Per questo iniziamo subito dai miei brand preferiti di vestiti sostenibili per yoga:

  • Freak Le Chic: inserendo “wild10” potrai anche acquistare i tuoi capi con uno sconto.

Con la quale ho anche creato e lanciato la mia prima collezione di abiti sostenibili!

  • Organic Basics: inserisci “WILDOBC3” al momento del pagamento per uno sconto.
  • Stato Bradipo: un brand italiano, artigianale e consapevole.
  • Zaino Wayks: Anche se non crea vestiti per yoga, vorrei consigliarti il mio bagaglio a mano, il mio armadio trasportabile, il mio insostituibile zaino che mi accompagna ormai in ogni mio viaggio.

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