Ufficio da Nomade Digitale

Ufficio da Nomade Digitale

Ufficio da nomade digitale

Come si sta a lavorare da nomade digitale

La senti quella nauseante sensazione domenicale che il giorno dopo dovrai salire in macchina, immergerti nel traffico cittadino per finire a lavorare in un palazzo grigio in mezzo ad altra gente che non vorrebbe fare altro che fuggire?

Quante volte avresti voluto non doverlo fare, trovare un’alternativa per sfuggire a quella realtà, poterti permettere di lavorare al bar, da qualche parte in Messico, ascoltando le onde del mare e i piedi immersi nella sabbia.

Per molti questo rappresenta un sogno, spesso con la convinzione che sia irrealizzabile.

Per altri, i freelancer che hanno scelto il lavoro da remoto quest’immagine di vita e di ufficio ha un nome: nomadismo digitale.

Abituati come siamo alla tradizionale idea di ufficio non ci rendiamo conto che esiste un’altra possibilità di lavorare e che molti l’hanno resa la propria quotidianità. 
Magari un nomade digitale non lavora sempre dalla spiaggia, con i piedi che affondano nella sabbia, ci sono nomadi che scelgono di lavorare all’interno di un coworking o di prendere in affitto una postazione fissa, ma certo è che poi si dedicano alla vita degnamente vissuta senza quella odiosa sensazione di dover andare in ufficio, perché l’ufficio di un nomade digitale è il mondo intero.

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Ufficio tascabile del nomade digitale

Uno dei vantaggi dell’essere nomade digitale è quello di liberarsi totalmente dello stress da ufficio.
Infatti, il nomade digitale non ha un ufficio, non nel senso stretto del termine, più che altro chi lavora da remoto ha il suo ufficio nello zaino, a portata di mano.
Ecco perché la buona riuscita del lavoro dipende anche dall’organizzazione della propria attrezzatura.

Potrebbe sembrare che un nomade digitale non abbia bisogno di altro che non sia il suo computer portatile per lavorare da remoto, ma questo raramente corrisponde al vero. Basti pensare a chi per lavoro fa il videomaker e produce contenuti visivi per committenti in giro per il mondo.

Se consideriamo i Content Creator che hanno bisogno di diversa attrezzatura audio, video e foto per creare contenuti di qualità, ecco che il peso della valigia sale e l’ufficio tascabile non è più così leggero.

Quale sia l’attrezzatura di cui un nomade digitale abbia bisogno, per organizzare il lavoro in modo efficiente e produttivo ed essere comodi mentre si lavora, bisogna considerare il proprio stile di lavoro e soprattutto il settore di riferimento.

Sviluppatori di software a tempo pieno, ingegneri audio, illustratori digitali, assistenti virtuali e copywriter hanno tutti esigenze di attrezzature diverse.

Per scegliere in modo ottimale, bisogna valutare la tecnologia che si utilizza regolarmente in ufficio e cercare se sono disponibili versioni più leggere o che possano essere sfruttate per più scopi differenti pur producendo risultati di qualità.

Prima di partire per il viaggio e ritrovarsi a lavorare in spiaggia, fate qualche prova dell’attrezzatura mentre siete ancora vicini a casa, perché sarà più facile sostituire ciò che non funziona bene per voi. 

È importante valutare cosa funziona e cosa no per non trovarsi a lottare anche contro la tecnologia mentre si è dall’altra parte del mondo, perché potrebbe essere complicato sostituire un componente essenziale per il lavoro.

Come organizzare il lavoro e l’attrezzatura necessaria bisogna pensare soprattutto che tipo di viaggio fate. 

Una persona che viaggia lentamente e si sposta dopo sei mesi può permettersi di allestire il proprio ufficio per tutti quei mesi in un unico luogo, può permettersi di affittare una postazione fissa in un coworking in modo da non dover muovere la propria attrezzatura e avendo di fatto un ufficio personale all’interno di uno spazio comune con altri lavoratori da remoto.

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Per un nomade digitale che invece si sposta più di frequente e con un bagaglio ultraleggero ci sarà bisogno di un tipo di attrezzatura più leggera e facilmente utilizzabile dalle stazioni, seduti sui treni o sugli aerei.

La cosa bella della vita da nomade digitale è che può lavorare da dovunque, non ha la necessità di un ufficio, abbatte completamente lo stress da lavoro tradizionale e può permettersi di lavorare in spiaggia, anche se lavorare con il riflesso del sole che punta sullo schermo non è la soluzione ottimale, ecco perché in moltissime località del mondo esistono realtà in cui è possibile lavorare in spazi condivisi con altri nomadi digitali: i coworking.

Nel prossimo paragrafo vediamo insieme cosa significa lavorare da un coworking e quali sono i vantaggi per un nomade digitale.

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Lavorare dal coworking

Quando si ha l’ufficio nello zaino sulle proprie spalle, sia che si lavori in un coworking, sia che si decida di lavorare in spiaggia, l’organizzazione lavorativa è essenziale.

Chi ha iniziato a lavorare in smartworking, dal proprio portatile in casa, si sarà reso conto delle difficoltà che questo comporta: siamo circondati da distrazioni e questo spesso prolunga i tempi di lavoro, facendoci finire di lavorare spesso molto tardi la sera.
Per evitare questo tipo di dispendio di tempo e di energie e portando a termine i compiti, è richiesta una certa ottimizzazione.

Lavorare da casa non aiuta. Avere sempre a portata di mano la dispensa da cui abbuffarsi di snack, il compagno con cui chiacchierare, le notifiche sul cellulare, o se si hanno i bambini a cui badare, le fonti di distrazione sono davvero tante e spesso si finisce per essere improduttivi e dilungare i tempi di lavoro più del necessario.

Chi ha una certa esperienza nel lavorare da remoto sa che la soluzione ottimale è andare a lavorare da un coworking.

Lavorare in un coworking offre molteplici vantaggi: la possibilità di una postazione fissa presa in affitto tutta per noi, così che sappiamo che quando andiamo lì non dobbiamo portarci dietro niente, perché abbiamo la nostra attrezzatura già bella sistemata, oppure avere un pass per entrare e usufruire di uno spazio che troviamo libero sul momento. Entrambe le alternative sono valide, dipende come ci troviamo più comodi.

Gli spazi di coworking offrono il notevole vantaggio di mettere a disposizione, spesso inclusa nel prezzo, una sala riunioni, di modo che possiamo isolarci e avere uno spazio tutto per noi per le conference call con i committenti dall’altra parte del mondo.

Far parte di una comunità di coworking significa anche avere la possibilità di organizzare gli eventi e promuovere la propria attività, creare un network di persone sia per motivi di lavoro che per crearsi una rete di amicizie con cui passare il tempo libero.

Certo, in un coworking le distrazioni non mancano, ma si riesce a tenersi focalizzati sul lavoro prendendo esempio dai più virtuosi per poi uscire la sera tutti insieme a bersi qualcosa fuori e dedicare uno spazio e un tempo ben precisi per lo svago.

Lavorare da un coworking favorisce una routine virtuosa. Per andare al coworking dobbiamo vestirci, sistemare la nostra attrezzatura e spostarci da casa. Quando si lavora da casa la tentazione di rimanere in pigiama tutto il giorno è molto forte e si potrebbe pensare che questo non influisca sul lavoro, ma non è così. Sistemarsi, vestirsi per andare al lavoro comporta uno stato mentale diverso, ci prepara in un certo modo a essere focalizzati e ci aiuta a essere più produttivi.

Il nomadismo digitale spesso comporta il viaggiare da soli, ma questo non significa che si finisce per essere soli tutto il tempo, tutt’altro.
Quando ci si ritrova in un coworking si viene catapultati in una realtà dove sembra di conoscersi praticamente da sempre, si crea la propria rete di amicizie e ci si dà una mano uno con l’altra sia lavorativamente parlando che a livello emotivo.

I coworking, oltre a essere luoghi di aggregazione e un’enorme possibilità di crearsi contatti lavorativi, sono spesso situati in località affascinanti, hanno un arredamento intrigante per gli occhi e molto confortevole, rendendo così piacevole il tempo passato al suo interno, rendendo l’atmosfera una cosa totalmente diversa da un anonimo e grigio ufficio in una qualunque azienda.

Vediamo ora cosa significa lavorare in spiaggia, con i piedi nudi piantati nella sabbia e perché questo modo di lavorare è più uno stereotipo che non una realtà concreta.

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Lavorare dalla spiaggia come nomade digitale

Quante foto hai visto di persone intente a lavorare in costume da bagno davanti al loro portatile mentre sorseggiano un coloratissimo cocktail e fissano l’orizzonte?

A primo impatto potrebbe sembrare che lavorare in spiaggia con il proprio mac sia l’unico modo in cui i nomadi digitali lavorano e che sia uno spasso lavorare da remoto in questo modo.

Lascia che ti racconti come stanno davvero le cose. È vero che una parte del lavoro può essere svolta dal proprio portatile con i piedi sulla sabbia mentre si guardano le onde infrangersi davanti ai nostri occhi, ma questo è ben lontano dall’essere il modo più comodo e piacevole di lavorare.

Per certi versi vedere qualcuno con il mac seduto su un’amaca in spiaggia è bello solo in foto, in realtà è estremamente scomodo, causa mal di schiena, problemi alla cervicale, non è per nulla produttivo né divertente. Molto meglio dedicarsi qualche ora al lavoro, essere molto produttivi e poi smettere di lavorare per dedicarsi davvero al relax in spiaggia.

Tuttavia può essere divertente a volte sedersi in un bar, con una bevanda fresca davanti e lavorare con i piedi nella sabbia, a patto che in questo caso i lavori che si svolgono siano poco impegnativi a livello mentale.
Per chi ha l’ufficio nello zaino e può permettersi di lavorare da dovunque desideri non significa che sia piacevole avere il riflesso del sole sullo schermo o che ci si riesca a concentrare facendo un lavoro complesso, magari di grafica o di montaggio video o costruzione di un sito internet.

Tutt’al più dalla spiaggia è possibile leggere e rispondere a qualche mail, organizzare il lavoro settimanale, fare qualche compito di routine, ma le operazioni più complesse richiedono un luogo più riparato dal sole, con meno distrazioni e più consono.

Questo per due motivi: preservare la salute del proprio corpo, della propria schiena, dei propri occhi che con il riflesso del sole sullo schermo a lungo andare si stancano, e dall’altra dividere bene gli spazi di lavoro dagli spazi per lo svago.
Se si vuole guardare il mare mentre si lavora lo si può fare da un bar, essendo riparati dal sole e in un locale che offra il wifi e l’aria condizionata.
Un altro fattore da tenere in considerazione quando si sceglie di lavorare dalla spiaggia è la sicurezza del posto.

Portarsi dietro un Mac e altra attrezzatura da lavoro molto costosa comporta anche doversi assicurare che l’attrezzatura non venga danneggiata o banalmente di non venire derubati dei propri beni e dover rimediare in fretta e furia altra attrezzatura di lavoro.
Lavorare dalla spiaggia significa anche non avere una presa di corrente e dover essere sicuri che la batteria del proprio mac sia sempre carica.

Inoltre è necessario avere un dispositivo portatile per la connessione internet, visto che non tutte le spiagge sono attrezzate con una rete wifi.
Com’è facile capire, lavorare dalla spiaggia è tutt’altro che agevole.

Vediamo allora come si lavora dal bar e quali sono i vantaggi di questa scelta.

Davanti a un caffè bollente: ufficio al bar

Lavorare da remoto permette di avere zero stress, perché finalmente puoi scegliere da quale luogo del mondo lavorare, ma anche decidere quale sarà il tuo ufficio a livello praticamente giornaliero.

Questo significa avere la possibilità di lavorare oggi da un coworking circondati da altri nomadi digitali, così come rendere un bar vicino alla spiaggia il tuo ufficio e poi tuffarti in acqua quando hai finito di lavorare.

Lavorare al bar davanti a un caffè bollente è reso possibile dal crescente movimento del nomadismo digitale.
I luoghi nel mondo dove ci sono sempre più nomadi digitali hanno reso semplice questa gestione, perché in ogni bar è presente un wifi stabile e veloce e soprattutto perché nessuno ha l’intenzione di buttarti fuori dal locale dopo che hai finito la tua consumazione, semplicemente perché è normale sedersi in un cafè a Bali come a Chiang Mai e fortunatamente in molti altri posti del mondo senza sentirsi degli intrusi.

Quando si sceglie di rendere un bar il proprio ufficio bisogna assicurarsi che ci sia una rete wifi stabile, che il caffè che servano sia buono, ma anche che il locale sia tollerante e ben disposto verso i nomadi digitali.

Se questo è la normalità per molte località digital nomad friendly, per molti altri luoghi o zone di una stessa città non è affatto scontato.
Inoltre bisogna capire se è possibile usufruire della corrente elettrica per caricare i propri dispositivi.
Se volete scegliere un bar dal quale mettervi a lavorare al computer date uno sguardo se è frequentato da altri nomadi digitali.

Lavorare dal bar significa essere capaci di focalizzarsi sul proprio lavoro anche quando c’è un grande passaggio di clienti, bisogna sapere se si è in grado di farlo o se si è più un tipo che ha bisogno di un silenzio tombale per concentrarsi.

In fuga dallo stress da ufficio

Qualcuno ha avuto la fortuna di laurearsi e di intraprendere subito una carriera che gli ha permesso di lavorare da remoto, senza sapere cosa significa stare in un ufficio e subire lo stress di lavorare in un posto chiuso, guardare fuori dalla finestra- ammesso che si abbia la fortuna di averla e di non essere nella situazione di chi lavora da un box come spesso accade nelle aziende più grandi.

Molti invece hanno avuto la possibilità di assaporare questo modo di lavorare, di sentirsi solo l’ennesimo pezzo dell’ingranaggio, di correre per rispettare le scadenze, non avere nessun potere decisionale, nessuno spazio per la creatività e di poter esprimere la propria voce e il proprio modo di essere.

Smettere di lavorare per gli altri e iniziare a lavorare per se stessi ha comportato per molte persone un cambio di vita totale. Certo, ha richiesto una buona dose di organizzazione del proprio lavoro e di cambiamento di mentalità, ma tutto questo si è tradotto in una condizione di zero stress da ufficio, offrendo la possibilità di lavorare da dovunque si desiderasse, quando si desiderasse e con chi si desiderasse.

È stata necessaria una buona ottimizzazione per adeguarsi a uno stile di vita, per non perdersi, per non finire a non fare nulla e non avere dei risultati a fine mese, perché quando si è in viaggio la tentazione di dedicarsi al viaggio e dimenticare il lavoro è molto forte, ma ha significato anche ridurre tutta quella attesa costante del venerdì e delle ferie, una vita in stand by sempre ad aspettare il momento migliore e mai a godere del presente.

Tutti possono migliorare a dispetto delle circostanze e raggiungere il successo se si dedicano con passione a ciò che fanno.

– Nelson Mandela

Spazzato via il concetto di ufficio per come lo conosciamo in modo tradizionale per molti ha significato anche poter scegliere con chi lavorare, non avere più colleghi con cui si era costretti a dividere molto tempo della propria giornata, ma scegliere di circondarsi di persone che portano stimoli e ispirazione continua.
Spesso quando si inizia a fare i nomadi digitali si è spaventati dall’idea di non riuscire a mantenersi e non si sa dire di no a determinate opportunità che non sono più in linea con il nostro stile di vita e il nostro modo di essere.

Man mano che svanisce la paura di restare senza soldi e di perdere la libertà appena conquistata, si prende più confidenza con le proprie capacità e con le possibilità che il mondo offre che si diventa anche capaci a stabilire le proprie priorità e i propri criteri e si impara a dire di no a progetti che non fanno crescere, non gratificano e portano solo stress, senza dare molto in cambio che non siano cifre sul conto corrente.

 

Si impara così a stabilire una certa importanza, si calibra la propria scala di valori e si esprime anche nel proprio lavoro chi siamo in modo autentico e privo di paura.

 

Quando si lavora in un ufficio per l’azienda non si ha la possibilità di scegliere, non fino a questo punto almeno.

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Organizzare il lavoro senza ufficio

Quando si inizia una vita da nomade digitale la tentazione di dire sì a ogni esperienza è allettante e a portata di mano.

Tuttavia per sfruttare al meglio la nuova destinazione e questo stile di vita occorre organizzarsi dal punto di vista lavorativo.

A volte, per vivere meglio bisogna imparare a dire di no, anche se la tentazione di lasciare le valigie da disfare per giorni è forte. Prendersi del tempo per se stessi, per ambientarsi, per organizzare il proprio lavoro in una nuova località è sano sia per la nostra vita personale che dal punto di vista lavorativo. Ci vuole un po’ di tempo di adattamento e questo consente anche di capire che cosa visitare nei prossimi giorni senza sentirsi catapultati in una nuova realtà.

Questa strategia e organizzazione permette di svegliarsi la mattina successiva con il lavoro organizzato e un giusto equilibrio tra il tempo da dedicare a se stessi, all’esplorazione del posto e ai compiti professionali.
Crearsi una routine di vita e di lavoro è fondamentale per poter lavorare da remoto.

L’ottimizzazione dei tempi è necessaria per poter godere anche e soprattutto del resto che la vita da nomade digitale offre.

Passare da una vita da lavoratore dipendente a quella di freelance indipendente da una base dove vivere richiede sforzi importanti in termini di disciplina sia lavorativa che di vita.

Quando vai in un ufficio a lavorare devi presentarti puntuale e devi svolgere le tue mansioni per un numero prefissato di ore.
Quando lavori in proprio, che tu sia un professionista o un imprenditore, il tuo stipendio non dipende dal tuo orario di lavoro in modo diretto, ma dalla capacità di lavorare per obiettivi.

Questo non significa che dietro a un lavoro per obiettivi non ci siano dietro ore di lavoro o che siccome si conduce uno stile di vita che ci piace il lavoro non comporti fatica mentale e stress, ma proprio per questo bisogna prima di mettersi all’opera sapere come organizzare il lavoro per non ritrovarsi sommersi di impegni professionali e non avere paradossalmente tempo per godersi la parte ludica e di scoperta del viaggio.

L’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare.

– Walt Disney

Dopotutto si è scelto lo stile di vita da nomade per vivere il lavoro in una dimensione umana e più lenta, non per chiudersi dentro un coworking a Medellin un paio di mesi, poi prendere un biglietto aereo per chiudersi in un altro coworking in Thailandia, perché non si è in grado di gestire in autonomia le mansioni che vanno portate a termine.

Come quando si passa dalle superiori all’università, anche questo passaggio da dipendente a freelance richiede una serie di adeguamenti e di fasi di rodaggio del nuovo stile di vita, affinché le due dimensioni, quella lavorativa e quella più spassosa possano coesistere in modo armonico senza che una comprometta l’esistenza dell’altra.
Ci sono vari strumenti e strategie per organizzare il lavoro. Dipendono da quello che bisogna portare a termine in quel particolare momento. Tuttavia l’utilizzo di alcuni accorgimenti aiuta a combattere lo stress e a portare a termine il lavoro.

Un accorgimento davvero utile è quello di crearsi delle abitudini lavorative, come per esempio utilizzare la domenica per programmare la settimana lavorativa in arrivo, in modo da non sottovalutare gli impegni e darsi il tempo necessario per completare il lavoro.

Questa programmazione delle attività dà anche la possibilità di tenere sotto controllo quello che si sta facendo, sapere quali compiti si sono completati e quali no. A metà settimana lavorativa è sempre bene fare una specie di briefing con se stessi per aggiustare il tiro e rimodulare i compiti e a fine settimana si tirano le somme definitive.
Questo permette di essere più organizzati, più puntuali e avere meno stress.

wildflowermood ufficio nomade

La settimana lavorativa del nomade digitale

Per lavorare senza lo stress, senza doversi preoccupare delle scadenze e avere uno stile di vita equilibrato che permetta di dedicarsi alle proprie passioni, allo sport, a visitare le bellezze locali e avere tempo per la socialità, il nomade digitale deve avere chiaro come organizzare il lavoro per non ritrovarsi a perdere i clienti e allo stesso tempo non ripiombare nello stress da ufficio.

Come si fa quindi a organizzare una settimana lavorativa che sia produttiva, efficiente e faccia raggiungere i risultati senza sacrificare le proprie passioni?

Bisogna fissare le priorità, ma per aver chiare le priorità bisogna prima sapere quali sono gli obiettivi da raggiungere. Chiarire gli obiettivi e le priorità permette poi di testare quali attività sono andate bene e quali meno bene, per poter migliorare le proprie prestazioni lavorative.

Le priorità non vanno fissate in modo arbitrario, tutt’altro: ogni compito va fissato in alto in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Bisogna chiedersi, rispetto a ogni mansione, se quel compito in particolare ci portare più vicino all’obiettivo o meno. Focalizzarsi su massimo 3 compiti è la base di un buon lavoro.

 

C’è un vecchio modo di dire che recita più o meno così: se tutto è una priorità, allora niente è una priorità.

 

Focalizzarsi sulle cose che contano di più, massimo 3 compiti piccoli al giorno o 3 compiti rilevanti a settimana può impattare in modo significativo sul lavoro.

Se un compito non ha una scadenza verrà messo da parte da qualcos’altro che ha una scadenza o che sia semplicemente più piacevole. Fissare scadenze realistiche, senza sottovalutare la portata della mansione e senza sopravvalutare se stessi farà portare a termine i compiti più velocemente.

Creare una to-do lista è utilissimo anche per gratificarsi e vedere che il lavoro sta procedendo bene.

Dedicare del tempo alle pause dal lavoro senza provare sensi di colpa è fondamentale per riuscire a lavorare bene e non far esaurire le proprie batterie.

 

Prendersi del tempo per il benessere psicofisico significa ritagliare tempo e spazio per fare sport, concedersi un massaggio rilassante, fare l’aperitivo con altri colleghi del coworking, uscire a fare qualche gita fuori porta.

 

Può sembrare che tutto questo sia superfluo quando bisogna portare a termine il lavoro, ma è essenziale per mantenere una certa stabilità emotiva e mentale per completare i compiti in modo efficiente.

Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua

– Confucio

Una cosa tanto sottovalutata quanto fondamentale è dormire un numero sufficiente di ore e non portarsi il lavoro mentre si dorme.

Può sembrare scontato, ma tante volte la qualità del sonno influenza il nostro lavoro e viceversa.

Una volta che hai chiuso il laptop e hai messo da parte il lavoro è come se uscissi dall’ufficio, devi mettere da parte tutto per poter ricominciare in modo fresco la mattina dopo.

Di fondamentale importanza per portare a termine i compiti è ripensare le proprie abitudini in modo che ti portino a fare un lavoro efficiente ed efficace, ma soprattutto resistere alla tentazione di essere perfezionisti: ricordandosi che bisogna fare un buon lavoro e che a volte a furia di perfezionare quello che hai già fatto il lavoro spesso non migliora, ma stai solo perdendo il tuo tempo.

wildflowermood ufficio in uno zaino
Ti basta uno zaino e il tuo device e sei pronta a lavorare

Pensieri per concludere

Lavorare a distanza comporta dover necessariamente attrezzarsi in modo adeguato da viaggiare leggero.

Sia che si decida di lavorare da un coworking o da un bar sulla spiaggia, una cosa è certa: non si soffrirà mai più dello stress di lavorare in ufficio, non ci saranno più domeniche passate in rassegnazione e non si sentirà più parlare di Monday Blues.

Questo perché quando si decide di guadagnare online si sceglie tutto della propria vita: il posto dove stare, inteso sia come località dove viaggiare, ma anche come luogo di lavoro. 

Sei tu che scegli se lavorare dalla spiaggia, dal tuo bar preferito, dall’appartamento che hai preso in affitto o da un coworking dove incontrare altre persone come te e condividere il tuo tempo con loro.

Inoltre scegli con chi passare il tuo tempo mentre lavori. Se quando lavori per un’azienda sei costretto a passare il tuo tempo con persone che non hai scelto tu, quando lavori da remoto, sia che tu sia un freelance o un imprenditore digitale, scegli tu da chi farti circondare, letteralmente.

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