Vivere come Nomade Digitale

Vivere come Nomade Digitale

Vivere come nomade digitale

Come lavorare da remoto e godersi il viaggio

Ti sarai chiesto cosa significa vivere come nomade digitale, come si svolge in concreto la giornata, il mese, l’anno di un nomade digitale.

Alcuni nomadi scelgono di adibire un van e girare l’Europa, scoprendo le bellezze più vicine a casa, altri si mettono in viaggio zaino in spalla alla scoperta di luoghi lontani, altri ancora trascorrono il loro tempo il più vicini possibili al mare e al sole e molti combinano diverse di queste esperienze insieme.

Non c’è uno standard preciso, perché quando una persona decide di intraprendere un lavoro online si costruisce il suo stile di vita intorno a quelle che sono le sue necessità e i suoi desideri.

Tuttavia possiamo dire che ci sono alcune città e località più ambite per lavorare come nomade digitale, vuoi perché sono più nomad friendly, avendo connessioni internet stabili, il clima migliore e il costo di
vita relativamente basso.

Qui scoprirai quali sono le città maggiori, gli ambienti dove vivono i
nomadi digitali, i diversi stili di vita da nomade digitale e cosa si
fa in concreto in una giornata, ma soprattutto come si organizza un
nomade digitale, come gestisce il suo lavoro nella quotidianità senza
farsi distrarre dall’idea di fare subito il “turista”.

Devi sapere che un freelancer che svolge il suo lavoro da remoto, prima di scegliere la destinazione dove trascorrere parte del suo tempo fa una valutazione in base alle sue necessità

Come sceglie la meta del proprio viaggio dipende da principalmente tre fattori.

La connessione internet stabile e veloce è uno dei prerequisiti, altrimenti gli sarà impossibile lavorare. 

Il secondo fattore da valutare sono i costi effettivi della vita.

Se per la maggior parte di nomadi che lavorano sfruttando per esempio le piattaforme lavoro come Upwork e Fiverr è assolutamente accessibile la vita in Indonesia o in Vietnam, lo stesso non si può dire se la scelta ricade su Paesi più costosi. 

Fare il nomade digitale negli Stati Uniti o a Londra richiede un reddito più cospicuo e delle entrate più sicure. 

L’altro fattore è puramente ispirazionale.

Uno dei motivi per i quali il nomade digitale sceglie una località rispetto ad un’altra dipende dall’atmosfera che regna sul posto, della presenza o meno di altri nomadi digitali che offre la possibilità di creare network e aumentare il proprio giro di amicizie e le opportunità di lavoro. 

La mia esperienza - Ascolta l'audio

Passiamo alle mete più gettonate per i nomadi digitali divise per continente.

Ti anticipo da subito che il continente più amato è sicuramente l’Asia, perché offre una qualità di vita, un’atmosfera unica nel suo genere, il tutto unito a un costo relativamente basso e una connessione internet stabile e veloce nella maggior parte delle località.

Partiamo quindi con l’Asia, dove è possibile trovare i nomadi digitali in fuga dall’inverno europeo, ma non solo.

Le tre mete principali sono Bali (Indonesia), Thailandia e Vietnam.

In particolare, a Bali la vita dei nomadi digitali ruota intorno a Canggu dove risiede una florida comunità di persone che lavorano online e si godono l’isola degli dei. Canggu, non distante dalle caotiche Seminyak e Kuta, è un piccolo gioiello dove è ancora possibile godere dei ritmi lenti e di una vita tranquilla su misura d’uomo.

Bali è sempre stata meta per bohémien, ma nel 2012 ha conosciuto un vero e proprio aumento esponenziale di nomadi digitali. Ecco perché c’è l’imbarazzo di scelta tra i coworking ed è possibile incontrarsi la sera sulla spiaggia con in mano una birra ghiacciata e i piedi nudi nella sabbia.

In Thailandia è possibile trovare i nomadi digitali un po’ ovunque, nella caotica isola di Koh Samui, come nella tranquilla Koh Phangan, a Bangkok tra i grattacieli o dalle parti di Phuket, ma il vero cuore pulsante del nomadismo digitale batte a Chiang Mai, nel nord del Paese.

Chiang Mai, soprannominata la Rosa del nord è una vera e propria gemma, conta circa 300 templi incastonati nelle stradine della città ex capitale del Regno di Siam, è la città che ha dato i natali all’autentico pad thai, piatto thailandese riconosciuto a livello mondiale ormai.

Il tempo a Chiang Mai si trascorre tra i mercati all’aperto dove con 3 euro si può mangiare dell’ottimo pad thai e proseguire la serata con della musica dal vivo in mezzo a persone provenienti da tutto il mondo.

L’unica accortezza quando si sceglie Chiang Mai è quella di evitarla a febbraio e marzo perché l’aria diventa irrespirabile a causa di incendi provocati nelle campagne per preparare i terreni.

Se facciamo un salto nel Centro e Sud America, la maggior concentrazione dei nomadi digitali la trovi in Messico, nel Guatemala, Perù, Colombia e Argentina. Il continente sudamericano è più caro rispetto a quello asiatico, ma sicuramente sostenibile per quanto riguarda i costi.

Prendiamo come spunto Buenos Aires in Argentina. Dal punto di vista del mood è esattamente all’opposto di Bali e Chiang Mai, ma non ha nulla da invidiare a queste due capitali del nomadismo digitale.

La splendida architettura della città, la musica e la gentilezza degli argentini la rendono un posto appetibile anche se non il più economico al mondo.

Buenos Aires offre centinaia di spazi di lavoro in coworking, ospita diversi Starbucks e altri incredibili caffè locali con una connessione internet ultraveloce.

Potresti pensare che i nomadi digitali fuggano dall’Europa, perché troppo vicina a casa, ma in realtà ci sono alcune delle città europee dove vi è un’alta concentrazione di comunità.

Per farti alcuni esempi: l’arcipelago delle Canarie, Valencia, Malaga, Barcellona, Madrid sono solo alcune delle mete spagnole, Lisbona nel vicino Portogallo, Tallinn, Budapest, Sofia, Cracovia, Praga sono alcune delle mete europee tra le più gettonate sia per il costo della vita, sia per le temperature e spesso anche per motivi fiscali, perché molte di queste località offrono il vantaggio di una tassazione più snella e attirano a sé imprenditori digitali che decidono di aprire qui le loro società.

Come puoi capire da questo veloce racconto, il mondo là fuori offre molte motivazioni per vivere in modo totalmente diverso dal quale siamo abituati e che pensiamo sia l’unico modo per passare la vita.

Al di là delle varie località, come si svolge nel concreto una giornata nella vita del nomade digitale? Te lo racconto subito.

Una giornata nella vita dei nomadi digitali, come vivono, dove trovano lavoro da remoto, come si spostano, ma soprattutto perché questo stile di vita offre così tante opportunità per sfruttare al meglio tutto il potenziale di una persona. 

Prima di partire per una località remota, un freelancer si assicura sempre di avere un budget sufficiente a disposizione, nonché committenti e clienti a sufficienza per sostenere il suo stile di vita per non ritrovarsi in situazioni spiacevoli.

Spesso i primi clienti li trova sulle piattaforme lavoro, ma poi è importante che alimenti la relazione più stabile con i propri clienti per assicurarsi entrate costanti. 

Quando si trova in viaggio, il nomade digitale non può pensare come prima cosa a esplorare i posti, come farebbe un qualunque altro viaggiatore.

Normalmente organizzare il lavoro viene al primo posto, sia per non ritrovarsi in continuazione davanti al computer e perdersi così le bellezze del posto, sia per non cadere nella tentazione di procrastinare e finire così senza clienti e senza sostentamento. 

Si potrebbe fare l’errore di pensare che il lavoro in remoto sia sinonimo di totale libertà e lavoro in base a come ci si sente, ma non devi lasciarti ingannare dalle foto che vedi su instagram, i nomadi digitali concentrano e organizzano il proprio lavoro, anche se non stanno in un ufficio dalle 8 alle 5. 

Questa è una delle più grandi motivazioni per vivere quest’esperienza, poter decidere i propri orari, avere tempo per dedicarsi al proprio benessere e fare qualcosa di significativo, di avventuriero e sconfiggere così la paura di morire.

Per non parlare poi della sindrome di wanderlust della quale molti nomadi sono affetti e che li spinge all’inarrestabile desiderio di esplorare il mondo e di godere delle sue bellezze non solo un paio di settimane all’anno, ma immergersi totalmente nell’esperienza. 

Dipende molto dal luogo del mondo in cui si trova, però la giornata di un nomade digitale è incentrata sulla comunità dei coworking dove vige un’atmosfera rilassata e accogliente, totalmente lontana dal mondo dei lavori tradizionali, a volte quasi fonte di distrazioni, ma certamente una grande risorsa di amicizie e di rapporti umani veri basati sulla condivisione di valori e di visone del mondo.

Il nomade digitale nella sua giornata si ritaglia del tempo per dedicarsi allo sport, per praticare surf, passare del tempo in spiaggia a vedere il tramonto, si beve una birretta con i piedi sulla sabbia o se vive in un contesto più urbano, vive a pieno la città dal punto di vista del cittadino del posto e non da turista. 

Sottolineo questo perché vivere a pieno l’esperienza di viaggio senza limiti di tempo e senza imposizioni, con una flessibilità unica al mondo permette di non avere nessun tipo di rimpianto nella vita, ma di riempire l’esistenza con ricordi ed avvenimenti unici nel suo genere che sconfiggono la più ancestrale tra le paure, la paura di morire. 

Ok, tutto questo ci piace e ci affascina, ma quanto costa realmente vivere così?

Quanto costa vivere da nomadi digitali

Si potrebbe pensare che i freelancer che vivono il viaggio a tempo pieno abbiano bisogno di fondi illimitati, che questo stile di vita sia estremamente dispendioso e alla portata di pochi fortunati, ma la verità è che questo modo di vivere con un lavoro da remoto costa nettamente meno di un lavoratore costretto a pagare l’affitto a Milano e spostarsi nel suo caotico traffico. 

Quando si decide di intraprendere la strada del nomadismo digitale si scopre come sia sorprendentemente più economica una scelta di questo tipo che non quella di vita tradizionale. 

Che poi dico tradizionale, ma l’essere umano è per tradizione nomade e non stazionario, ma siamo talmente abituati a vivere sempre nello stesso luogo che quando vediamo nomadi digitali come vivono ci sembra una scelta così straordinariamente alternativa, perché non consideriamo altre ipotesi di vita che non quella che incontriamo tutti i giorni intorno a noi.

Il costo di vita da nomade digitale dipende in larga misura dalla località che si sceglie. Vivere a Malaga, in Spagna ha costi totalmente differenti rispetto a Sofia in Bulgaria, così come è lontano anni luce dalla scelta di vivere a Chiang Mai o Canggu, Bali.

 

È possibile vivere e viaggiare visitando tutti questi posti se pensiamo che è possibile ammortizzare i costi di un posto relativamente più caro come la Spagna con del tempo trascorso nei posti più economici come Asia. Inoltre, in ogni posto si può vivere in maniera dispendiosa, godendosi uno stile di vita più lussuoso, oppure si può optare per un modo più frugale, tagliando le spese eccessive e tenendo i consumi più bassi non mangiando fuori casa tutte le sere.

Nello schema dei costi vanno considerati poi i voli aerei, per un nomade digitale che cambia località due volte all’anno l’incidenza è minima, ma per qualcuno che si sposta ogni due- tre mesi, il costo del biglietto aereo e di tutte le spese accessorie, come taxi, cibo in aeroporto, spostamenti vari, grava di più sul budget.

Vediamo due esempi geograficamente ed economicamente all’opposto per capire quali sono i possibili costi di vita di un nomade digitale.

La vita dei nomadi digitali a Las Palmas de Gran Canaria

A Gran Canaria e in particolare nella capitale Las Palmas c’è un’importante comunità di freelance e imprenditori digitali, questo perché le agevolazioni fiscali sono particolarmente vantaggiose in tutto l’arcipelago e perché il clima  è stabile e mite tutto l’anno. 

Tutto l’arcipelago canario gode di una primavera pressoché continua, permettendo ai nomadi digitali di godere della vita all’aria aperta quando e come vogliono, cosa non sempre possibile in altre località del mondo.

Se si vuole conoscere i nomadi digitali e come vivono basta prendere un aereo che in quattro ore circa ci porta da qualsiasi città europea a Las Palmas.

Per scoprire da vicino la comunità basta cercare nei gruppi su facebook e ti ritroverai sommerso di informazioni su come utilizzare le piattaforme lavoro, come creare i lavori online da zero, quali sono le località più gettonate, i costi, ma anche come condividere spazi di vita e di lavoro.

Potresti ritrovarti così in vacanza a Las Palmas per unirti al meetup che qui vengono organizzati una volta all’anno, stringere amicizie e capire come potersi creare un lavoro da remoto anche tu, sfruttando o meno le piattaforme lavoro come Upwork o Fiverr.

I costi che un nomade digitale sostiene a Las Palmas sono aumentati negli ultimi anni, ma è ancora possibile trovare una stanza in un appartamento in condivisione a partire da 350 euro a salire. 

Una cena al ristorante costa relativamente poco, Las Palmas poi è ricca di cucina internazionale, peruviana, messicana, indonesiana, argentina, brasiliana, asiatica e ovviamente quella italiana.

Una cena con un bicchiere di vino può ancora costare sui 10 euro, ma ovviamente dipende dal locale e dalla quantità di fame che portate con voi.

Sia che lavori su piattaforme lavoro sia che tu abbia una gestione tutta tua di clienti, vorrai considerare uno spazio di coworking di cui Las Palmas è piena.

Anche se ci sono moltissimi bar e locali da dove è possibile lavorare, avere uno spazio dedicato al lavoro è importante per mantenere alta la concentrazione.

Le tariffe variano da un centinaio di euro al mese a salire, quindi non si tratta di un costo proibitivo.

Vivere in villa a Bali da nomade digitale

A Bali è possibile togliersi più di qualche sfizio. Vivere in una villa a Bali costa relativamente poco, è possibile affittare una villa a partire dai 500 euro a salire, dipende dalla grandezza e da quanto sia lussuosa la soluzione abitativa.

Per un freelancer che ha entrate stabili da clienti fissi o da piattaforme lavoro è un costo più che sostenibile.

A Bali anche il costo del cibo è relativamente basso, consente tranquillamente di mangiare fuori casa più spesso e il cibo è semplicemente delizioso.

Chi prova Bali se ne innamora perdutamente e non vede l’ora di tornarci dimenticando completamente la sindrome di wanderlust che lo spinge a visitare anche altri posti.

Non a caso Bali è chiamata l’isola degli dei, vuoi per la rigogliosa natura, vuoi per la magia dei suoi templi o la gentilezza unica dei suoi abitanti, quando la conosci aggiungi nuove motivazioni per vivere con un lavoro da remoto.

I lavori on line sono incoraggiati e facilitati grazie a numerosi coworking il cui costo si aggira sui 50 euro per occupare uno spazio per 30h al mese fino a 200 euro per un accesso illimitato al coworking.

Nel prezzo del coworking è spesso inclusa la frutta e il caffè, oltre alla postazione lavoro, accesso a eventi e ovviamente il wifi stabile.

Molto di ciò che siamo è il risultato di dove siamo stati.

– W. Langewiesche

Il biglietto aereo per raggiungere Bali è più costoso rispetto ad altre località del sud est asiatico, perché spesso bisogna fare scalo a Bangkok, Hong Kong o Singapore, la durata del viaggio è più lunga, ma tutto questo viene ripagato come si atterra su questa stupenda gemma dell’Indonesia e i costi di viaggio vengono immediatamente ammortizzati dal costo piuttosto basso di vita. 

Inoltre a Bali ti puoi godere del accogliente e oleoso massaggio balinese che mantengono il corpo e la pelle giovane e fanno passare all’istante la paura di invecchiare.

I nomadi digitali con lo zaino

Se i nomadi digitali devono necessariamente viaggiare leggere, i freelancer che scelgono lo zaino devono necessariamente adottare il minimalismo in viaggio e renderlo ancora più minimal, cosa non affatto semplice.

Perché se da un lato ci sono lavori on line che necessitano di un portatile o poco più, dall’altro c’è chi per il suo lavoro da remoto ha bisogno di consistente attrezzatura, per esempio i videomaker oppure i fotografi che si portano dietro un corredo fotografico non indifferente rendendo così il minimalismo in viaggio una scelta più al limite.

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

– Jack Kerouac

Tuttavia viaggiare a tempo pieno con lo zaino non è affatto impossibile, basta sapere come organizzare il lavoro e il proprio bagaglio, considerare che quando si viaggia così bisogna portare dei capi di abbigliamento multifunzionali, tecnici, abbinabili in più modi e che asciugano velocemente.

E se hai paura di invecchiare, un viaggio zaino in spalla è la soluzione perché non solo fa apparire sempre giovani a qualunque età, ma soprattutto mantiene giovani.

Il mood con cui si affronta il viaggio con uno zaino è un’esperienza a sé che merita di essere vissuta almeno una volta nella vita.

 

Pensieri per concludere

Che tu scelga di iniziare la tua personale libertà nel nomadismo digitale da Bali, da una città europea, con un trolley o uno zaino in spalla, verrai immediatamente conquistato dal modo di vivere dei nomadi digitali. 

Ti sorprenderà che il lavoro online è totalmente diverso dalla gestione di un lavoro in presenza e che puoi scegliere in modo totalmente autonomo i tuoi orari e l’atmosfera nella quale ti vuoi immergere.

Non sarai più costretto a passare tempo con persone con le quali non hai più nulla in comune, ma sarai circondato da una comunità di viaggiatori che hanno le tue stesse motivazioni per vivere questo tempo che ci è donato in modo pieno, senza più alcun timore o paura di morire senza aver realizzato qualcosa di straordinario. 

Vero è che la vita del nomade digitale non è fatta di soli piedi nudi sulla sabbia e lavorare dal portatile mentre si sorseggia un drink al tramonto, ma il ritmo umano di questo stile di vita e la possibilità di realizzarsi professionalmente in qualcosa di creativo, stimolante e redditizio è un’ ottima motivazione per cercare di percorrere questo cammino professionale e personale. 

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